- La leader dell'opposizione del Myanmar, Aung San Suu Kyi, è stata
disonesta e non sincera nella sua offerta di incontrare il governo militare del
paese e nella spinta per togliere le sanzioni occidentali. Lo riferiscono oggi
i media di stato.
Suu Kyi, agli arresti domiciliari, ha tentato di danneggiare l'immagine
del governo e il suo comportamento è stato "altamente discutibile",
si legge in un editoriale su tre quotidiani di stato, che funzionano come
portavoce del regime.
La 64enne premio Nobel aveva chiesto di incontrare il leader della
giunta militare, il generale Than Shwe, in una lettera datata 11 novembre,
dicendo di voler lavorare con il suo governo nell'interesse del paese. In una
lettera simile del 25 settembre, aveva espresso il desiderio di lavorare con i
paesi occidentali e la giunta per togliere le sanzioni, che secondo i critici sono
ampiamente inefficaci visti i rapporti commerciali del paese con Cina e India.
"Le sue lettere suggeriscono la sua disonestà e sono pensate per
danneggiare l'immagine del governo, dando tutte le colpe al governo", si
legge nell'editoriale di uno dei quotidiani. Si tratta della prima risposta del
regime alla richiesta di Suu Kyi e sembra criticare la leader del partito Lega
nazionale per la democrazia (Nld) per averle diffuse ai media. "Le due
lettere riflettono la sua disonestà. Avrebbe dovuto avvicinare il governo in
modo onesto per lavorare sulla situazione di stallo", aggiunge
l'editoriale.
L'esercito del Myanmar, che governa il paese da quasi 50 anni ed è
criticato dall'Occidente per il mancato rispetto dei diritti umani, ha in
programma di tenere elezioni multipartitiche nel 2010. Nell'ultima lettera, Suu
Kyi aveva ringraziato il regime per averle permesso di incontrare il vice
segretario di Stato Usa Kurt Campbell lo scorso novembre. Nonostante le
critiche, oggi Suu Kyi ha però incontrato un ministro del governo, cosa che
suggerisce che le linee di comunicazione siano ancora aperte. Un funzionario
del ministero della Casa ha detto che la donna ha tenuto un colloquio di 50
minuti a Yangon con il ministro del Lavoro Aung Kyi.
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Da Corte Suprema SI' ad appello Suu Kyi, udienza il 21
dicembre
(ASCA-AFP)_4 dicembre 2009
La Corte Suprema del Myanmar ha accettato di esaminare il ricorso contro
il prolungamento degli arresti domiciliari della leader della democrazia Aung
San Suu Kyi. Lo ha reso noto, in condizioni di anonimato, un funzionario della
Corte. ''La Corte Suprema ha deciso di ascoltare la richiesta di Aung San Suu
Kyi. Gli avvocati dovranno presentare i loro argomenti davanti al giudice il 21
dicembre''.
A inizio maggio John Yettaw, un mormone americano di 53 anni e' riuscito
a nuotare fino all'abitazione della leader dell'opposizione birmana, situata
sulle rive di un lago, violandone gli arresti domiciliari, per questo Suu Kyi
e' stata condannata ad ulteriori 18 mesi di reclusione. Il primo appello,
presentato agli inizi di ottobre, fu rifiutato dalla Corte. La leader e' stata
tenuta in carcere dal regime del Myanmar per 13 degli ultimi 19 anni, da quando
i generali negarono il riconoscimento alla vittoria alle elezioni della Lega
nazionale della democrazia (Nld) nel 1990.